Italia Metafisica di George Tatge

Italia Metafisica di George Tatge

08:51 10 febbraio in Eventi Bardini

66 opere esposte a
Villa Bardini
dal 22 febbraio al 22 marzo

Raffigurano segni, simboli e geometrie sacre, ispirate dall’Italia “costruita”, e cioè, dall’opera dell’uomo, le immagini di George Tatge raccolte nella sua nuova mostra ‘Italia Metafisica’ allestita dal 22 febbraio al 22 marzo a Villa Bardini. E’ curata da Diego Mormorio ed è promossa la Fondazione Bardini Peyron dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze col patrocinio del Comune di Firenze e la collaborazione del Consiglio Regionale della Toscana nell’ambito della Festa della Toscana e di BassmArt.

Dopo la grande rassegna ‘Presenze-paesaggi italiani’, inaugurata in questa stessa sede nel 2008 e dedicata alle trasformazioni del paesaggio italiano, il maestro propone ora una nuova serie di 66 fotografie una decina delle quali di grandi dimensioni, anche questa volta eseguite in tutta l’Italia, sul tema delle tracce dell’ operare dell’uomo sul territorio. Ma il rapporto tra la Natura e l’Uomo lascia il posto al solo protagonista Uomo, ovvero alle sue realizzazioni, con tutti i significati sociali, industriali e religiosi che le connotano. Dalle costruzioni romane ai condomini periferici, dalle chiese rinascimentali alle fabbriche dimesse, l’uomo ha lasciato ovunque la sua profonda impronta. Frammenti della realtà, giustapposizioni bizzarre e surreali, aperte, attraverso l’ambiguità del contenuto, all’interpretazione di chi guarda le immagini.

Alcuni spazi ritratti da Tatge possono ricordare le visioni dei pittori che hanno lavorato nel primo Novecento, ma il termine Metafisico è stato scelto, in questo caso, per sottolineare l’intento dell’autore di utilizzare un luogo fisico per esprimere un concetto astratto o un particolare stato d’animo. L’attenzione dei Surrealisti per i simboli, per l’inconscio e per la complessità dello psiche si ritrova in altre immagini di Tatge, fotografo noto per la poetica del suo sguardo. La poesia, arte del frammento quanto la fotografia.

Dopo Villa Bardini la mostra sarà trasferita in varie città, come è avvenuto per ‘Presenze’ che è stata esposta a Trieste, Perugia, La Spezia, Roma e a Parigi. Il catalogo è edito da Contrasto (Roma) con testi di Diego Mormorio e Carlo Sisi.

L’Italia di Tatge, osserva Mormorio, è un Paese ‘’di tracce eclatanti, ma anche di piccoli segni indubitabilmente italiani, per i quali il fotografo, già da tempo, ha mostrato una sensibilità particolare, un tocco da maestro. Ricordo, perché indimenticabili, ad esempio, i suoi orti. Bellissimi, odorosi quasi. Piccoli e ricavati fra le pieghe, ma che sembrano invitarci a camminarci in mezzo,  mentre purtroppo ci tocca solo accarezzarli con l’occhio, da lontano, attraverso la fotografia. Una volta visti, però, questi orti di Tatge, li si andrà un po’ a cercare, così come forse si potrà andare a cercare – e trovare – la luce che passa attraverso la Porta Etrusca di Perugia nella fotografia che in questo libro è quasi all’inizio. In questo modo, dalle immagini, oltre che un invito – o meglio, una serie di inviti – noi  riceviamo una promessa. Dalla voce di una dea sconosciuta, ci sembra di udire: ‘Potrete andare lì, dove già siete. Ricordatevi di annaffiare le piante e di accarezzare con la mano le pietre’’’.

‘’La sequenza delle fotografie di Tatge – scrive nel catalogo Carlo Sisi – ci appare nel definitorio e trasfigurante bianco e nero cui il maestro ci ha da tempo abituati. Mi sembra che il significato di questo viaggio italiano manifesti davvero la convinzione poetica che l’antico, il moderno, il futuro convivano in unità creative di appartato coinvolgimento e che il deposito figurativo della storia debba essere usato come eredità, come un materiale da inventare, perennemente nuovo. Per questo i brani di città e di paesaggio, estratti come fossero parole espressive da una celebre pagina per consegnarle all’enigma metafisico dell’estraniamento, riassumono effettivamente la poetica e la tecnica di George Tatge: anticonvenzionale esteta della marginalità, archeologo delle nostre recenti sconfitte, ‘artiere’ (come piaceva al Novecento metafisico) di una realtà immaginata e vera a un tempo’’.

Biografia

Nato a Istanbul nel 1951 da madre italiana e padre americano, George Tatge ha scelto, oltre 40 anni fa, di vivere in Italia e di dedicarsi alla scoperta di questa terra complessa e contraddittoria. Ha così raccontato la Penisola con la sua Deardorff 13 x 18cm, una macchina leggendaria a soffietto che produce negativi in bianco e nero di grande formato che vengono stampati dall’autore in camera oscura. Una tecnica lenta e meditativa per capire un mondo in rapida trasformazione e per produrre immagini che ispirano i visitatori ad uno sguardo lungo e approfondito.
Tatge ha trascorso l’adolescenza tra l’Europa ed il Medio Oriente prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Laureato in letteratura inglese, ha cominciato a studiare la fotografia con l’ungherese Michael Simon. Si è poi trasferito in Italia nel 1973, lavorando prima a Roma come giornalista e quindi a Todi, dove ha scelto di vivere per dodici anni, scrivendo per Art Forum e altri, e portando avanti le sue ricerche fotografiche. La sua prima mostra in Italia è stata alla Galleria Il Diaframma di Milano nel 1973 e il suo primo libro ‘Perugia terra vecchia terra nuova’ è uscito nel 1981. Da allora ha presentato mostre in America ed in Europa e le sue opere fanno parte di collezioni tra cui quella del Metropolitan Museum di New York, del George Eastman House di Rochester, del Houston Museum of Fine Arts, del Centre Canadien d’ArchItecture a Montreal, del Helmut Gernsheim Collection a Mannheim e della Maison Européenne de la Photographie di Parigi. Dal 1986 a 2003 è stato dirigente tecnico-fotografico della Fratelli Alinari di Firenze per la quale ha condotto campagne fotografiche su tutto il territorio italiano pubblicate in numerosi volumi. 
Sue mostre sono state ospitate in sedi prestigiose in tutto il mondo quali The American Academy a Roma (1981), il MASP di Sao Paulo in Brasile (1988), la Biennale di Venezia (1995) il Museo Peggy Guggenheim di Venezia (2005), il Reiss-Engelhorn Museum a Mannheim ( 2003), The George Eastman House a Rochester ( 2004), il MAXXI di Roma (2007). Nel 2010 ha ricevuto il Premio Friuli Venezia Giulia per la Fotografia. Oggi vive a Firenze. www.georgetatge.com

Italia Metafisica
Villa Bardini
Costa San Giorgio 2 – Tel 055 2638599
Aperta dal 22 febbraio al 22 marzo
Orario:  da martedì a domenica 10.00 – 19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.00) – Chiuso i lunedì feriali.
Catalogo edito da Contrasto, Roma (120 pagine, 29 euro)
In occasione della mostra Italia Metafisica, la cui visita è gratuita, l’ingresso alla Villa Bardini è ridotto a € 6.00. Per i visitatori da 7 a 14 anni, studenti, gruppi superiori a 10 pax, ai soci ACI, Touring Club, Unicoop Firenze e FAI ed a chi è in possesso del biglietto di Museo  Novecento, Museo di Palazzo Vecchio e Firenze Card, soci FAI Giovani e a chi è in possesso del biglietto del Giardino Boboli-Bardini ridotto € 4.00. Per le scolaresche  e gli insegnanti accompagnatori è gratuito

Riccardo Galli
Responsabile Ufficio Stampa Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Via Bufalini, 6 – 50122 Firenze
tel. 0555384503 – cell. 3351597460
riccardo.galli@entecarifirenze.it