GIANNI SCHICCHI a Villa Bardini

GIANNI SCHICCHI a Villa Bardini

11:39 10 giugno in Eventi Bardini, News

05 Luglio 2016  CONCERTO POSTICIPATO AL 01/09/2016
Orario: 21.30
Villa Bardini, via Costa S.Giorgio, 2
Firenze

GIANNI SCHICCHI Opera lirica di G. Puccini

Secondo titolo della stagione estiva di OMEGA FESTIVAL è Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, allestita sulla terrazza della meravigliosa villa Bardini a Firenze, attigua al Forte Bel  Vedere in Via Costa S. Giorgio 2, con vista panoramica sulla città in cui l’unica opera comica del compositore lucchese è ambientata.

Migliore scenografia naturale per quest’opera non poteva essere scelta: una finestra di casa Buosio sul panorama fiorentino.

Protagonista Stefano Meo, baritono ormai lanciatissimo (ricordiamo, oltre al suo debutto scaligero, la sua partecipazione a una delle produzioni di maggior risonanza mediatica degli ultimi anni, la Manon Lescaut diretta da Riccardo Muti al Teatro dell’Opera di Roma), affiancato nei panni di sua figlia Lauretta da Valentina Boi, giovane soprano livornese che, in carriera da pochissimi anni, ha già debuttato con grande successo ruoli importanti come Aida, Giorgetta (Il Tabarro) e Mimì (La Bohème), mentre alcuni gli altri interpreti provengono dalle selezioni dei concorsi e audizioni dell’Associazione OMEGA.  Curatrice della messinscena è Vivien Hewitt, regista molto apprezzata internazionalmente soprattutto per una produzione di Madama Butterfly elogiatissima da critica e pubblico che rivedremo quest’estate al Festival Pucciniano di Torre del Lago. Lo spettacolo che sarà accompagnato dagli intermezzi di Manon Lescaut, Madama Butterfly e Cavalleria rusticana, andrà in scena il 5 luglio 2016 alle 21.30.

La direzione d’orchestra è affidata a Alan Freiles, uno dei più talentuosi direttori dei nostri tempi, ormai arrivato al diciottesimo titolo con la sua collaborazione con l’Associazione Omega, alla guida anche stavolta dell’orchestra La Nuova Europa. Il Maestro Freiles è a proprio agio sia nel repertorio operistico che in quello strumentale/sinfonico, senza trascurare quello sacro, in onore del quale ha fondato la Fondazione Culturale “Nuove Assonanze”.

Per la prevendita dei biglietti :
– circuiti Box office ;
– presso Villa Bardini Via Costa San Giorgio, 2 Firenze, Tel 055 20066206;
– direttamente dal sito www.omegamusica.org tramite Pay pal
– bonifico intestato a OMEGA IBAN  CHIANTI BANCA IT02G0867321400040000401761. Nella causale scrivere acquisto biglietti n…… per opera……….nome……………… e tel……………………

Possibilità di prenotazione pullman con partenza da Prato, e Pistoia.

Per informazioni su come raggiungere i luoghi e sui modi di trasporto si prega di visitare il sito.

 

Cenni sull’opera

Gianni Schicchi è un’opera in un atto di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano basato su un episodio del Canto XXX dell’Inferno di Dante (vv. 22-48).

Fa parte del Trittico. Insieme a Suor Angelica e Gianni Schicchi, tre opere in un atto che Giacomo Puccini. pianificò n gran parte a causa del successo di Cavalleria rusticana. In origine, aveva in mente di scrivere ogni opera per riprendere ognuna delle tre cantiche della Divina Commedia di Dante..

Tuttavia, alla fine basò solo Gianni Schicchi sul poema di Dante.

Del Trittico, Gianni Schicchi fu l’opera che godette subito del successo maggiore ed iniziò quindi ben presto ad avere vita autonoma.

Trama

1299: Gianni Schicchi, famoso in tutta Firenze per il suo spirito acuto e perspicace, viene chiamato in gran fretta dai parenti di Buoso Donati, un ricco mercante appena spirato, perché escogiti un mezzo ingegnoso per salvarli da un’incresciosa situazione: il loro congiunto ha infatti lasciato in eredità i pro­pri beni al vicino convento di frati, senza disporre nulla in favore dei suoi parenti.

Inizialmente Schicchi rifiuta di aiutarli a causa dell’atteggiamento sprezzante che la famiglia Donati, dell’aristocrazia fiorentina, mostra verso di lui, uomo della «gente nova». Ma le preghiere della figlia Lauretta (romanza «O mio babbino caro»), innamorata di Rinuccio, il giovane nipote di Buoso Donati, lo spingono a tornare sui suoi passi e a escogitare un piano, che si tramuterà successivamente in beffa. Dato che nessuno è ancora a conoscenza della dipartita, ordina che il cadavere di Buoso venga trasportato nella stanza attigua in modo da potersi lui stesso infilare sotto le coltri, e dal letto del defunto, contraffacendone la voce, dettare al notaio le ultime volontà.

Così infatti avviene, non senza che Schicchi abbia preventivamente assicurato i parenti circa l’intenzione di rispettare i desideri di ciascuno, tenendo comunque a ricordare il rigore della legge, che condanna all’esilio e al taglio della mano non solo chi si sostituisce ad altri in testamenti e lasciti, ma anche i suoi complici («Addio Firenze, addio cielo divino»).

Schicchi declina dinanzi al notaio le ultime volontà e quando dichiara di lasciare i beni più preziosi – la «migliore mula di Toscana», l’ambita casa di Firenze e i mulini di Signa – al suo «caro, devoto, affezionato amico Gianni Schicchi», i parenti esplodono in urla furibonde. Ma il finto Buoso li mette a tacere canterellando il motivo dell’esilio e infine li caccia dalla casa, divenuta di sua esclusiva proprietà.

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