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La storia recente ed il nome attuale sono legati strettamente alla Famiglia Peyron. Questi, di origine piemontese, si trasferirono a Firenze da Cesana Torinese (TO) nel 1865. Qui avviarono fiorenti affari commerciali nel settore dei tessuti e tappeti fino alla fondazione del complesso industriale “Lanificio Val di Bisenzio” nell'anno 1896 a Mercatale di Vernio, 20 Km da Prato, ove si fabbricava ogni sorta di coperte e tappeti. L’opera del Lanificio raccolse crediti dalla Casa Savoia, dallo Stato Vaticano e dal Sultanato turco.

In seguito alla morte del cavaliere Angelo Peyron (Torino 1864-Roma 1919) la proprietà di Villa Peyron passò alla moglie Adele e ai figli Mario, Guido, Emilia e Paolo. In seguito ad accordi la villa venne assegnata a Paolo (Firenze 1911 - Fiesole 2003), all’epoca era minorenne, che solo nel 1931 vi andò ad abitare.

 

   
Veduta di Villa Peyron Paolo Peyron negli anni '30

Veduta di Villa Peyron

Paolo Peyron negli anni '30

 

Cosa aveva acquistato nel 1914 Angelo Peyron dai fratello Bigini di Pistoia? Una villa arredata, alcune case coloniche e terreni boscati.
Angelo Peyron incaricò Ugo Giovannozzi (Firenze 1876-1957) - ingegnere e architetto, allievo di Riccardo Mozzanti, della trasformazione della Villa.
Villa Peyron, caratterizzata da un forte eclettismo ispirato allo storicismo dominante all’epoca con elementi desunti dall’architettura romanica toscana ed interamente rivestita di pietra forte proveniente dalla zona, è composta da un blocco parallelepipedo e da una larga torretta accostata sul lato ovest, ed è interamente rivestita da un filaretto di pietra forte. La facciata, al visitatore che arriva dal viale d’ingresso, si presenta severa, scandita da un marcapiano e ingentilita solo dagli archetti su beccatelli che riprendono le soluzioni architettoniche delle fortificazioni medievali.

Sempre ad Angelo Peyron si deve l’acquisto dell’antica sorgente di Fontelucente, fonte naturale appartenuta alle suore Mantellate e già documentata nelle cronache del Cinquecento immersa nel rigoglioso bosco, e la realizzazione intorno al 1915 di un'imponente opera, descritta come "faraonica", che consentì di portare l'acqua alla Villa Peyron, trasferendola attraversando la collina che la separava dalla sorgente, grazie alla costruzione di una galleria voltata molto ampia. Tale opera rappresenta l’unica fonte d’approvvigionamento idrico per le abitazioni e consente il funzionamento delle numerosissime fontane presenti nel Giardino e nel Parco oltre ad alimentare il Lago.

 

   
Antica mappa della zona

Veduta aerea di Villa Peyron al Bosco di Fontelucente

Antica mappa della zona

Veduta aerea di Villa Peyron al Bosco di Fontelucente

 

La viabilità della zona è di origine antica e la pianta dei “Capitani di Parte Guelfa”, risalente al 1580 circa, riproduce fedelmente i tracciati viari: dall’osteria di Baccano si staccava la via di Cucina, che arrivava a più bassa quota di Villa Peyron, raggiungendo Castel di Poggio. In seguito venne trasferita nell’attuale posizione e oggi è denominata via di Vincigliata.
Il toponimo che indicava la Villa ancora alla metà dell’Ottocento era tuttavia Bosco: densamente boscata era infatti la zona circostante e le particelle catastali contrassegnate dalla presenza di bosco superano grandemente quelle coltivate con olivi come si desume dai catasti ottocenteschi.
La Villa era il risultato di una trasformazione, forse operata nella prima metà dell’Ottocento, di un edificio più antico del quale si individuano ancora tratti di massicci muri in pietra. Tutta l’area era stata abitata sino dall’antichità come fanno presupporre i toponimi:
 mons Fanum (monte sacro);
 Fiano nome dato alla zona nei pressi della Villa;
 Baccano, da Bacco.

E’ interessante ricordare un passo di un testo del 1800 dove si descrive la presenza nella zona di un rudere presumibilmente medievale “ Prima dell’Osteria di Baccano un torso di torre rovinata, si dice che all’intorno vi fosse un tempio dedicato a Bacco”.

La proprietà intera, estesa per oltre 40 ettari di superficie, fu donata il 29 dicembre 1998 dal proprietario Paolo Peyron alla “Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron”, promossa e sostenuta dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, già dedita al restauro del  Giardino Bardini in Firenze, al fine di trasmetterla integra alle future generazioni.
Solo dall’anno 2002 la Fondazione ha iniziato la gestione totale sulla proprietà essendosi riservato tale diritto il donatore, Paolo Peyron.

 

Villa Peyron

Villa Peyron

 

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ECRF
Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron
promossa da Ente Cassa di Risparmio di Firenze
sede legale: via Bufalini, 6 - 50123 Firenze • uffici: Costa San Giorgio, 2 - 50125 Firenze

info@bardinipeyron.it

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