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Il restauro
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 | | Dopo decenni di abbandono e degrado, la Villa Bardini è stata finalmente restaurata e aperta al pubblico grazie all’impegno economico sostenuto dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, attraverso la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron. L’esecuzione dei lavori al Parco e alla Villa è stata di tutto rilievo: gli interventi si sono sviluppati per un periodo di tempo di oltre 5 anni ed il loro importo economico ha superato complessivamente i dodici milioni di euro. | | La Villa prima del restauro | | | Le operazioni di ristrutturazione che hanno interessato la Villa sono state di tipo conservativo e hanno tenuto conto dei sette secoli di storia fiorentina raccontati dalle consistenti tracce monumentali rinvenute: i resti di una casa medievale, al di sotto dell’attuale sala convegni, i segni di una struttura tardo rinascimentale detta “casa del contadino”, attuale ristorante, il corpo seicentesco della Villa Belvedere, e quindi la sopraelevazione dell’edificio voluta all’inizio del ‘900 da Stefano Bardini. | Il restauro ha riportato all’antico splendore anche gli apparati ornamentali, privilegiando la fase ottocentesca con l’obiettivo di ridare unitarietà alle decorazioni presenti al pian terreno, quali ad esempio le cornici e i riquadri lungo le scale dell’ingresso di Costa S. Giorgio, gli stucchi e le riquadrature dipinte nella sala col caminetto, il pavimento in “terrazzo veneziano” ossia in mosaico di marmi gettati in opera, i capitelli e le basi delle colonne tuscaniche del porticato sul cortile del ristorante, e ancora una vera da pozzo in pietra arenaria che si trova nel medesimo porticato. | |  La Villa dopo il restauro |
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