L'ingresso al Giardino Bardini è da Via dei Bardi 1 rosso e da Costa San Giorgio 2, Firenze.
Orario di apertura
Aperto tutti i giorni con orari:
8.15 - 16.30 (nei mesi di Novembre, Dicembre,Gennaio, Febbraio)
8.15 - 17.30 (nel mese di Marzo)
8.15 - 18.30 (nei mesi di Aprile, Maggio,Settembre, Ottobre)
8.15 - 19.30 (nei mesi di Giugno, Luglio, Agosto)
Chiuso 1° e Ultimo Lunedì di ogni mese, 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre
Il biglietto di ingresso di validità giornaliera è cumulativo con il Giardino di Boboli, Galleria del Costume, Museo degli Argenti e Museo delle Porcellane e può variare in funzione delle mostre temporanee che si possono svolgere nel corso dell’anno in tali musei.
Costo biglietti comprensivo di esibizioni temporanee alla data del ottobre 2009.
Costo biglietto:
- Ridotto: € 3,50 per persone tra i 18 e i 25 anni appartenenti alla Comunità Europea
- Gratuito: sotto i 18 anni e sopra i 65 anni per gli appartenenti alla Comunità Europea, portatori di handicap, giornalisti, docenti e gli studenti italiani o del programma Erasmus in Italia delle facoltà di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Accademia di Belle Arti, Scienze della Formazione e Lettere e Filosofia con indirizzo Archeologico o Storico Artistico.
L’accesso gratuito a gruppi scolastici è subordinato a prenotazione da effettuarsi al n° 055/29.48.83.
La vendita dei biglietti ha termine un’ora prima dell’orario di chiusura del giardino.
INFORMAZIONI
Bookshop - Costa San Giorgio 2, tel. 055 2638599
Bookshop - Via dei Bardi 1 rosso, tel. 055 2346988
PRENOTAZIONI
Firenze Musei
tel 055 294883 e/oppure 055 290112
dal lunedì al venerdì 8.30-18.30, sabato 8.30-12.30.
Costo della prenotazione: € 3,00
COME ARRIVARE

Dall'aeroporto Amerigo Vespucci: con l'autobus navetta "vola in bus" fino alla Stazione di Santa Maria Novella.
Parcheggio della stazione di Santa Maria Novella.
In autobus da stazione di Santa Maria Novella:
Linea 23 (fermata Lungarno Torrigiani, Piazza dei Mozzi)
Linea 12 (fermata Lungarno Serristori, Piazza dei Mozzi)
Bus elettrico D (fermata Torrigiani)
A piedi dalla stazione di Santa Maria Novella: circa 15 minuti
SERVIZI
- Bookshop. I punti vendita sono situati nell’ingresso di Via dei Bardi, 1 rosso e in Costa S. Giorgio 2. Sono in vendita le guide alla visita del giardino.
- Audioguide giardino (ita/ing) prezzi noleggio € 3.00 x n° 1 apparecchio, - € 2.00 x n° 2 o più apparecchi
- Sale attrezzate x conferenze (Salone Villa e Limonaia 1 conferenza)
- Spazi espositivi x mostre temporanee (Via Bardi, Limonaia 2)
- Possibilità di visite guidate anche in lingue straniere su prenotazione da effettuarsi con congruo anticipo con possibilità di utilizzo in loco di microfono e cuffie portatili (x gruppo max 20 persone) da ritirare presso il Bookshop di Costa San Giorgio 2
- Kaffehaus all'interno del giardino per i visitatori
- Ristorante Terrazza Bardini
Il Giardino Bardini è la ricomposizione di tre proprietà diverse che caratterizzarono il complesso fin dalla sua origine e che ancora oggi sono riconoscibili: la grande scalinata barocca centrale, il bosco all'inglese ad ovest e la parte agricola ad est.
La scalinata barocca
| La Scalinata Barocca, posta nella parte centrale del Giardino, conduce all’elemento più scenografico dell’intero complesso: lo splendido Belvedere sulla città di Firenze. Il giardino della Scalinata è costituito da un'ampia zona che, dal prato antistante il Belvedere, scende verso la parte bassa della proprietà, articolandosi in terrazzamenti tagliati ortogonalmente da una lunga e ripida scalinata. | |  |
| | | Scalinata con la fioritura d'iris |
Il prato è separato per mezzo di piante officinali ed ornamentali, un tempo più numerose ma ancora oggi presenti: rosmarino (Rosmarinus officinalis L.), lavanda (Lavandula angustifolia Mill.), rosa del Bengala (Rosa bengalensis Persoon), maonia (Mahonia aquifolium Nutt.).
I terrazzamenti sono occupati da piante di olivo (Olea europaea L.) - alcune forse secolari - ed alberi da frutto (Prunus domestica L.), mentre la scala è bordata da arbusti di rosa del Bengala (Rosa bengalensis Persoon) e da giaggioli (Iris germanica L.).
Questa sistemazione ripropone l'antica tradizione toscana della coltivazione del giaggiolo (da cui si estraevano essenze usate in profumeria) associata all'olivo, ma denota anche un'accurata scelta dei colori del giardino: il viola pallido del giaggiolo, il colore rosato dei fiori della rosa del Bengala costituiscono, insieme al grigio-verde delle foglie dell'olivo, un'insieme di grande eleganza e sobrietà.
Il bosco all’inglese
|  Il canale del drago | | La zona, con funzione di passeggio ombroso, è attraversata da un viale con ampi tornanti, ai lati del quale boschetti d'altofusto si alternano a radure prative; la vegetazione è costituita quasi esclusivamente da specie autoctone quali il leccio (Quercus ilex L.), il cipresso (Cupressus sempervirens L.), l'alloro (Laurus nobilis L.), il bosso (Buxus sempervirens L.), la fillirea (Phillyrea latifolia L.), il pungitopo (Ruscus aculeatus L.) associate ad altre specie forse di origine spontanea (l'acero campestre - Acer campestre L., l'orniello - Fraxinus ornus L., il maggiociondolo - Laburnum anagyroides Med.). |
La Villa è circondata da un vasto prato, disseminato di piante isolate fra le quali alcuni esemplari di Kolreuteria paniculata Laxm., mentre addossata alla villa, e sostenuta da un elegante 'berceau' in ghisa e vetro, cresce una secolare pianta di rosa banksiana (Rosa banksiae R.Br.), che all'inizio della primavera si copre di migliaia di minuscoli fiori gialli; uniche concessioni, insieme a qualche arbusto di lillà (Syringa vulgaris L.), al gusto ottocentesco per le piante esotiche.
Il parco agricolo
La vocazione prettamente utilitaristica e rurale di quest'area si è mantenuta quasi inalterata nel tempo dal Medioevo al XX secolo. Ancora nel 1935, come dimostrano le foto aeree dell'epoca, la zona presentava la caratteristica sistemazione collinare a terrazze coltivate ad olivi (Olea europaea L.), mentre la copertura di altofusto era quasi esclusivamente limitata all'area sommitale pochi esemplari di leccio (Quercus ilex L.) ed una rovere (Quercus petrea Liebl) sono tuttora esistenti.
| Il parco agricolo è percorso da un viale di collegamento che un tempo era impreziosito da una ricca collezione di azalee (Rhododendron sp. cv.) in vaso. Il recente restauro ha creato un frutteto “nano” secondo una tradizione di origine cinquecentesca e ha recuperato anche il tunnel di glicini (Wisteria sinensis) e ortensie (Hydrangea). | |  |
| | | Tunnel di ortensie |